Dal 6 al 10 maggio parte la nostra prima esperienza di vita comune.

Ok, ma in concreto: che vuol dire?
Pensa al paguro.
Non ha una casa sua. Si arrangia: trova una conchiglia, ci entra, la abita…
Non si porta dietro tutto. Semplicemente, abita.

Ecco, la vita comune è un po’ così.
Non è “casa mia / casa tua”. Non è avere tutto sotto controllo. Non è perfetta.

È condividere spazi, tempo, pasti, silenzi, magari anche qualche fatica.
È imparare a stare insieme, senza dover essere perfetti.
È entrare in una “conchiglia” che diventa casa perché qualcuno la vive.

E sì, a volte come i paguri ci adattiamo un po’ a quello che c’è.
Ma proprio lì succedono le cose più vere.

Casa Zaccheo vuole essere questo: una conchiglia aperta, da abitare insieme — anche solo per qualche giorno.

Noi iniziamo così. Vediamo cosa succede 🙂

La prima sera abbiamo avuto a cena Paolo Romano, che ci ha portato la sua esperienza di vita e le sue scelte

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